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Coronavirus/2: vicini nella distanza

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Ciò che sta accadendo non ha precedenti nella memoria delle generazioni attualmente viventi, non ha storia. E' un contagio che provoca chiusura, paura, rabbia, isolamento e perfino morte. Molti di noi hanno vissuto periodi di emergenza. Sappiamo di averli superati tenendosi stretti, lavorando gomito a gomito, collaborando.

Questa volta non è così: è un'emergenza che sconsiglia il contatto umano, che induce alla solitudine e fa diffidare dell'altro, vissuto come pericolo, da tenere ad una distanza regolata dalla legge. Dobbiamo stare distanti per lottare insieme contro un nemico che non si vede ma che fa sentire i suoi effetti su di noi e sul nostro lavoro, sulle nsotre aspettative e sul nostro futuro.

Ci rassicura che l'aver sempre sostenuto l'importanza strategica della sanità e del welfare si riveli ora un fatto decisivo: è proprio grazie alla difesa della sanità e del welfare che oggi potremo salvare le vite dei cittadini. Per questo dovremo ringraziare in particolare il personale che opera sul fronte sanitario, oggi in prima linea in questa battaglia. (...)

Noi non ci tiriamo indietro! Con i mezzi e le regole a nostra disposizione, cercheremo di non lasciare nessuno da solo. E siamo chiamati a fare la nostra parte, a partire dall'essere buoni cittadini, ossia rispettando le disposizioni che il Governo ha emanato ma anche cercando di capire come essere concretamente utili nelle nostre comunità.

Sappiamo che questa situazione richiede - come ha scritto il Presidente della Repubblica - coinvolgimento, condivisione, concordia, unità di intenti nell'impegno per sconfiggere il virus. E' quello che chiediamo a tutti, è lo stile che serve per uscire quanto prima da questo pericolo.

Abbiamo da poco iniziato una quaresima che si è trasformata in una sofferenza reale, in una quarantena della vita sociale e lavorativa che richiede anche la nostra preghiera e tutta la nostra intelligenza per capire come fronteggiare la situazione.

Noi delle Acli ben sappiamo che la vita non è una cosa facile, è fatta dalle cose che accadono ma ancora di più dalle cose che decidiamo di fare quando le cose accadono.

Siamo impegnati, innanzitutto, a rilanciare l’invito ai cittadini a stare a casa e a riorganizzare le nostre attività associative e dei nostri servizi, in modo da aiutare e sostenere la vita e i diritti delle persone e delle famiglie, affinché non manchino a loro i servizi essenziali e si possano sentire garantiti nei propri diritti e tutele.

Per questo faremo uno sforzo ancora maggiore per aiutare da remoto i cittadini e per sostenere la stessa creatività delle persone e delle reti informali e familiari nell’essere correttamente informati e orientati e nel poter restare “vicini” proprio nel momento in cui dobbiamo stare lontani. Specie in considerazione del fatto che ormai la maggioranza degli anziani, ma non solo, nei grandi centri urbani, vivono soli e spesso senza un familiare nello stesso comune.

Anche per noi è uno sforzo notevole visto che anche i nostri circoli, le nostre associazioni, i nostri servizi e imprese sociali, e innanzitutto i nostri volontari e lavoratori sono fortemente messi a dura prova nella loro quotidianità e nella loro stabilità economica e sociale.

Ci siamo reciprocamente vicini
Roberto Rossini, Presidente nazionale Acli

 

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